Sin dal 2000 a.C. , nel territorio di Palma
e nell’area circostante, erano insediate
popolazioni preistoriche, come attestano gli studi
di Claude Arbore Livadie su reperti archeologici
risalenti al Bronzo Antico, rinvenuti in località Balle
a Palma.
Tra la fine dell’Età del Bronzo e l’ inizio
dell’Età del Ferro, la pianura campana
fu abitata dagli Osci, nell’VIII secolo a.C.
dai Greci, nel VI secolo a.C. dagli Etruschi, che
cominciarono a stabilirsi in Campania e a costruire
una confederazione di dodici città.
L’ipotesi più attendibile sull’origine
di Palma è che una città importante
tra il V ed il II secolo a.C. abbia avuto vita nell’attuale
territorio del comune (estesa necropoli in località Balle)
e molto probabilmente la sua acropoli si trovava
nell’attuale frazione di Castello.
Alla scomparsa di questa città, forse causata
o da fenomeni naturali o più probabilmente
distrutta nel periodo della guerra civile da Silla,
sopravvisse l’antica Acropoli con un nuovo
centro abitato denominato tegeiano o Terlano che
fu probabilmente sommerso in seguito all’eruzione
del 79 d.c..
Nella raffigurazione della Campania
sulla Tabula Peutigeriana (antica carta per itinerari
militari in uso nel periodo di massima espansione
romana) viene indicato, lungo la via consolare Popilia,
a cinque miglia da Nola e a nove da Nocera, un edificio
a pianta quadrangolare con la denominazione di “ad
Teglanum”.
La via Popilia collegava Reggio Calabria con la Lucania
e passando per Nocera e Nola, giungeva a Capua, dove
si congiungeva con la via Appia. La distanza in miglia
romane di “ad Teglanum” da Nola e da
Nocera, dimostra inequivocabilmente, che la stazione
debba localizzarsi nel territorio di Palma Campania,
forse in località di Toppa di Ajello.
All’inizio del II secolo d.C. veniva fondata
dal console Palma, da cui prese il nome, la nuova
città intorno all’acropoli di Castello
e infatti, nei secoli successivi, la totalità delle
testimonianze indica con Piè di Palma la base
della collina e con Piano di Palma la pianura sottostante.
Nel periodo della massima influenza romana furono
costruiti numerosi insediamenti rimasti attivi fino
al periodo delle prime invasioni barbariche che determinarono
l’abbandono della fertile campagna e la fuga
degli abitanti sulla collina di Castello e sui monti
circostanti.
Solo verso il finire del X secolo, la popolazione
ridiscese dalle alture e si insediò sulle
pendici della collina, in località Botteghe,
che indicava il luogo dove erano ubicate le botteghe,
in cui gli artigiani svolgevano la loro attività.
Alla fine dell’XI secolo cominciò a
prendere forma l’odierno abitato intorno alla
Chiesa di S. Maria la Nova, oggi S. Michele Arcangelo.
Sorsero allora i primi nuclei abitati da via Ferrari
e via Belvedere e il nucleo di Casalicchio, ora via
Croce, quartiere prevalentemente rurale, che dovevano
costituire l’insediamento originale dell’attuale
cittadina di Palma.
Nel corso dei secoli la città divenne
possedimento di numerose famiglie aristocratiche
aragonesi fino a divenire parte della corte di Napoli
e successivamente proprietà di altri feudatari.
Con le leggi del 1806 e del 1809 promulgate da Giuseppe
Bonaparte e Gioacchino Murat il territorio di Palma
raggiunse completa autonomia e
modificò la propria denominazione in Palma
Campania dopo l’unità d’Italia,
a seguito della norma legislativa,
emanata nel 1863, in base alla quale si consentiva
a tutti i Comuni del meridione di apportare
le modifiche che essi ritenevano più idonee.
Fino al 1923 fu capoluogo di mandamento. Per un
periodo il comune ha fatto parte della provincia
di Caserta e successivamente è stato inglobato
nella provincia di Napoli.
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