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Il carnevale è una festa che si celebra nei paesi di tradizione
cristiana (ed in modo particolare in quelli di tradizione
cattolica) nel periodo di tempo immediatamente precedente
la Quaresima, momento di penitenza in preparazione della
Pasqua. La data di inizio del carnevale varia a seconda
dei luoghi e con essa varia anche la sua durata: può
cominciare il giorno di S. Stefano o quello dell'Epifania,
più spesso il 17 gennaio o il 2 febbraio, giorno della
Festa della Candelora, giorno in cui viene celebrata
la presentazione di Gesù al tempio. I festeggiamenti
principali si tengono però durante gli ultimi tre giorni
e terminano nel cosiddetto martedì grasso, che precede
il mercoledì delle Ceneri. Fanno eccezione le chiese
di rito ambrosiano dove il carnevale termina il sabato
precedente la prima domenica di Quaresima.
Storia
Le prime tracce di manifestazioni simili al carnevale
si trovano già nell'antico Egitto, dove, nel giorno
dell'equinozio d'autunno, erano celebrati con grandissimo
sfarzo i Cherubs,
o festa dei buoi e d'altronde maschere e travestimenti
venivano utilizzati dagli stregoni fin dal paleolitico.
Ma è soprattutto nel mondo romano che possiamo ritrovare
le origini del nostro carnevale. Famosi erano Baccanali,
celebrati in onore del dio Bacco con festeggiamenti che
invadevano le strade della città e legami col carnevale
hanno anche i Lupercali, feste della fertilità
in onore di Fauno. A marzo e a dicembre si celebravano
i Saturnali, le feste sacre a Saturno, che duravano
sette giorni, durante i quali gli schiavi diventavano
padroni e il “re della festa” veniva eletto dal popolo.
In questa festa romana si può quindi trovare un prima
traccia del desiderio di rovesciamento dei ruoli che
da sempre caratterizza il carnevale.
Etimologia e riti
Il termine carnevale deriva dal latino carnem levare (eliminare
la carne) e fa riferimento all'usanza di tenere un grande banchetto prima
del digiuno quaresimale. Lo scopo principale del carnevale è eliminare
il male accumulato durante l'anno (per questo anticamente, il carnevale
iniziava con l'Epifania che corrispondeva al primo giorno dell'anno), ciò
spiega tutta la serie di riti di eliminazione che lo caratterizzano,
come il funerale di carnevale o i roghi. A questi riti se ne accompagnano
altri, detti propiziatori, volti ad attirare il bene, come i riti
di fecondità, a cui possono ricollegarsi l'usanza di mascherarsi, cantare
e ballare e la tipica processione dei mesi.
Il carnevale ha quindi
sempre rappresentato una grande festa popolare, in cui confluivano elementi
di diversa natura, dando vita a riti e usanze culminanti in momenti di
gioia e allegria che raccoglievano le comunità.
Una ricorrenza che ancora
oggi continua a divertire e far sognare, con i suoi costumi, le maschere,
i dolci, gli scherzi.
Palma Campania e il Carnevale
Il Carnevale Palmese ha le sue origini in quello napoletano del ‘600, che
divenne particolarmente importante per opera dei vicerè spagnoli. Esso
era caratterizzato dalla forte presenza degli aristocratici e si mescolava
con le forme del carnevale popolare.
All'inizio le manifestazioni carnevalesche
si tenevano nel quartiere del Carmine e nelle maschere e nelle loro sfilate
ritroviamo elementi tipici delle quadriglie. Basti pensare alla sfilata
del Capitano Spagnolo, maschera popolare, accompagnata da un corteo
di Pulcinella senza maschera, muniti di tamburelli.
Quando la folla aumentava,
le maschere si disponevano in cerchio e lo Spagnolo ballava una
frenetica tarantella tra applausi, grida e “canzonaccie”, una forma di
esibizione non molto lontana da quella delle quadriglie palmesi.
Bibliografia
“Le quadriglie” Storia e tradizioni del carnevale di Palma Campania,
Floriana Nappi, 1999 Pubbliluca s.a.s
Il Carnevale Palmese, Biagio Peluso, 1986 Domenico Della
Corte.
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